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Gloria Ghisi

”Merci pour ce moment”, il best seller che indigna i librai

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Il giorno in cui è uscito in Francia  ‘Merci pour ce moment‘, (Grazie per questo momento), il libro in cui l’ex compagna del presidente si vendica per il tradimento subito, le librerie sono state prese d’assalto. A poche ore dall’uscita, il testo aveva già superato di due volte le vendite del best seller erotico ‘Cinquanta sfumature di grigio’, un fortunatissimo e discutibile caso editoriale. 

Non stiamo parlando di letteratura ‘alta’, in effetti. Il libro dell’ex premiere dame Valerie Trierweiler,  ha scatenato in effetti  un’ondata di indignazione, soprattutto tra i politici amici del presidente francese François Hollande. Le 320 pagine sulla sofferta storia d’amore della giornalista con l’inquilino dell’Eliseo sono state definite ‘oltraggiose’ dal primo ministro Manuel Valls e un ‘disonore per la Francia’ dalla leader di estrema destra Marine Le Pen, voce di solito critica nei confronti di Hollande. Ma, fin qui, atti dovuti. E non sorprende nemmeno il commento dell’ex compagna del leader socialista, Segolene Royal, madre dei suoi 4 figli. Segolene, lasciata proprio per Trierweiler e nominata subito dopo l’uscita di scena di Valerie  ministro dell’Ambiente , ha definito ‘spazzatura’ le accuse nei confronti dell’uomo con il quale tanto a lungo ha convissuto, l’unico socialista in quasi due decenni a scalare l’Eliseo. Resta il dato di fatto: il record storico di impopolarità per il presidente francese. Dal 1978, l’indice di fiducia di un presidente francese non è mai sceso tanto in basso, al 13%.

Ma a sorpresa, ora ci si mettono pure i librai, che risultano essere i più ‘premiati’ da questo successo editoriale fulminante. Già, perché anche se  lo si denigra pubblicamente, i lettori corrono ad acquistarlo e le tirature si susseguono incalzanti. Ma proprio i librai, indignati e a loro volta imbarazzati, confessano: ‘Ci sono clienti prima prendono gli ultimi Carrère e Reinhardt e poi alla cassa ci chiedono a bassa voce se è rimasta una copia del Trierweiler’. Un libraio di Saint-Germain sottolinea che i più precisano: ‘Non è per me, è per un’amica’. ‘Tanti sembrano ragazzi in farmacia, che esitano prima di chiedere i preservativi», dice un altro.

Così, nelle vetrine di alcune librerie francesi sono comparsi i cartelli di una nuova resistenza in nome delle Lettere. ‘Ci spiace, non abbiamo più il libro di Valérie Trierweiler ma ci restano delle opere di Balzac, Dumas, Maupassant ..’. ‘Non siamo il bidone della spazzatura di Trierweiler e Hollande’, annuncia addirittura la libreria Contretemps nella chic rue Cler (un tempro per l’estrema destra francese). E ancora: ‘La libreria non è la lavatrice dei panni sporchi di Madame Trierweiler’, si legge sul cartello esposto sulla vetrina di un altro negozio, pronto a difendere la Cultura.

Mi sono chiesta, da donna, che cosa avrei fatto io. Avrei acquistato il libro, curiosa di quei dettagli che fanno parte della vita intima di una coppia, quale che sia il ceto e il ruolo sociale? Forse sì, onestamente. E’ una tentazione potente. Guardare dal buco della serratura è quanto di più abbietto ci possa essere, come non riconoscerlo, ma se qualcuno ti apre la porta, be’, difficile resistere.

Forse è questa la colpa dell’ex premiere dame francese: avere ridotto la sua vita a un bugigattolo di pettegolezzi e furibonde vendette che lasciano solo il dolore dei graffi e non danno sollievo a nessuno. Nemmeno i librai le perdonano di avere buttato tanto fango sui sentimenti e sulle istituzioni.

Gloria Ghisi

9 settembre 2014

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Gloria Ghisi

Sono nata nel 1955, a Milano. Ho fatto per tutta la vita la giornalista, dagli inizi in una radio milanese dove mi occupavo di redigere notizie per i radiogiornale, fino alle pagine degli appuntamenti culturali di Io donna, il femminile del Corriere della Sera. Nel frattempo passata da tante testate, da tre case editrici, ho messo insieme un’esperienza varia. Esperienza che mi auguro di non far appassire e di comunicare alle nuove generazioni, alle persone giovaniche frequentano il mio laboratorio di Tecniche di giornalismo femminile, all’Università Cattolica di Milano. Qui vorrei condividere invece le riflessioni che nascono dalle letture di vario genere, dalle “passeggiate” sui social network, dalle notizie sui giornali, dalle pagine dei libri. E infatti questo blog si chiama, semplicemente, TITOLI.

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