Titoli

Gloria Ghisi

Ma dare dal ”tu” è da maleducati?

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Leggevo, su  Facebook,  sulla bacheca di un’amica di quanto avesse trovato maleducato un ragazzo che allo sportello le aveva dato del tu. La mia amica veleggia per i sessant’anni, ma è ancora uno splendore,  e si capiva che era soprattutto lusingata dall’aver suscitato in un ragazzo un qualche interesse non del tutto innocente.  Però quell’uso un po’ guascone di dare del tu mi aveva fatto sorridere.

E pensavo che anche a me molti danno del tu, anche fra i giovani, e onestamente non sempre mi fa così piacere, anche se ho sempre detto alle ragazze che seguono il mio corso di darmi del tu. Ma sono consapevole che, in quel caso,  è un tu a mio uso e consumo, quasi un’arma di difesa, perché è ovvio che in cattedra comunque ci sono io…

Anche al mercato ci sono giovanotti che vendono verdura e arrivano da altri parti del mondo e allora lì il tu viene da sé : ‘Signora, guarda che belle arance, le vuoi? Guarda i meloni… ‘( e mi strizzano pure l’occhio, ma per sottintendere la bontà del  loro prodotto).

Sempre fra i miei amici , anche quelli della vita ‘reale’,  c’è chi il tu lo pretende da chiunque,  perché a sentirsi dare del lei dai più giovani li intristisce, li fa sentire vecchi.   Altri che, invece,  si irritano con chi si rivoge troppo confidenzialmente loro usando il tu, la vivono come a una mancanza di rispetto. Quanto a chi fa il giornalista, e si trova a   intervistare, sa che a in certi casi l’uso del tu semplifica molto la vita . Talvolta è eccessivo, ma  lo è quando chi lo usa ha un atteggiamento generale, linguistico e non solo, sgarbato e maleducato, e senz’altro  un bel ‘lei’ usato come si deve fa sempre la sua figura e, in certi casi, è pure un’arma di difesa – e di offesa – potentissima.

 

Ad ogni modo l’uso del tu imperversa e credo che si tratti comunque di un’evoluzione dei costumi che semplifica anche il linguaggio. Se consideriamo la  realtà multietnica, qual è ormai la nostra, non è da sottovalutare e infatti gli antichi latini, forse più democratici di tutti noi, non avevano nemmeno preso in considerazione un diverso modo di rivolgersi al prossimo (imitati dagli inglesi dei giorni nostri… ).

Ma a  voi che effetto fa?

Gloria Ghisi

17 luglio 2014

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Gloria Ghisi

Sono nata nel 1955, a Milano. Ho fatto per tutta la vita la giornalista, dagli inizi in una radio milanese dove mi occupavo di redigere notizie per i radiogiornale, fino alle pagine degli appuntamenti culturali di Io donna, il femminile del Corriere della Sera. Nel frattempo passata da tante testate, da tre case editrici, ho messo insieme un’esperienza varia. Esperienza che mi auguro di non far appassire e di comunicare alle nuove generazioni, alle persone giovaniche frequentano il mio laboratorio di Tecniche di giornalismo femminile, all’Università Cattolica di Milano. Qui vorrei condividere invece le riflessioni che nascono dalle letture di vario genere, dalle “passeggiate” sui social network, dalle notizie sui giornali, dalle pagine dei libri. E infatti questo blog si chiama, semplicemente, TITOLI.

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