Titoli

Gloria Ghisi

Ma che cos’è oggi un giornalista?

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Non c’è più nemmeno la foglia di fico’ afferma The Dish (dish.andrewsullivan.com). Il giornalista e il copy-writer sono esattamente la stessa persona nella testata del quotidiano inglese Mail Online. Arianna Huffington, dal canto suo, ha ufficialmente annunciato che nel suo giornale Huffington Post parte del personale sarà inglobato in una agenzia di pubblicità che preparerà contenuti di ‘native ads’ per il giornale.

A lanciare la discussione, su Linkedin, è Renato Gelforte, che si qualifica  Co-Founder at Roger srl – Direct Marketing and Direct Response e quindi esperto di marketing e pubblicità.  Ne segue una discussione alquanto infuocata fra’ puristi’ e no, tra ‘verginelli’ e ‘markettari’.

Un tempo non si faceva alcun connubio fra  informazione e pubblicità, dicono i primi. Si è sempre fatto, dicono gli altri.

Chi ha ragione? Un compromesso è possibile? Di sicuro c’è molto da indagare su due professionalità destinate a incrociarsi con frequenza frenetica e dunque  sarebbe necessario, da parte dell’Ordine professionale dei giornalisti (visto che la legge italiana non consente a nessuno di definirsitale se non iscritto) promuovere una discussione, un ripensamento, un aggiornamento alle regole professionali, un po’ come sta facendo anche Papa Francesco  nella Chiesa Cattolica. I tempi cambiano, no?

Poi mi capita fra le mani un libro di Gabriel Garcia Marquez, Non sono venuto a far discorsi, Milano, Mondadori, 2010, e leggendo piacevolmente la prosa del grande Gabo arrivo a pagina 125: Giornalismo: Il miglior mestiere del mondo. E’ un discorso tenuto dal giornalista scrittore a Los Angeles, nel 1996. Qui non mi sento nemmeno di riportare ciò che ha mosso dentro di me. Mi va di dire soltanto che verso la fine è scritto: ‘..il giornalismo è una passione insaziabile che può essere digerita e umanizzata soltanto nel confronto crudele con la realtà’. Ecco, appunto E se qualcuno ha ancora dei dubbi su che cosa significhi fare il giornalista, ieri, oggi e domani,.è invitato a leggere questo discorso breve e appassionato. Poi potrà riflettere e decidere che cosa pensare di quei binari, pubblicità e giornalismo, che sembrano destinati a essere sempre più sovrapposti.

Sempre che il tema vi scaldi il cuore, come lo ha scaldato a me.

 

Gloria Ghisi

21 ottobre 2014

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Gloria Ghisi

Sono nata nel 1955, a Milano. Ho fatto per tutta la vita la giornalista, dagli inizi in una radio milanese dove mi occupavo di redigere notizie per i radiogiornale, fino alle pagine degli appuntamenti culturali di Io donna, il femminile del Corriere della Sera. Nel frattempo passata da tante testate, da tre case editrici, ho messo insieme un’esperienza varia. Esperienza che mi auguro di non far appassire e di comunicare alle nuove generazioni, alle persone giovaniche frequentano il mio laboratorio di Tecniche di giornalismo femminile, all’Università Cattolica di Milano. Qui vorrei condividere invece le riflessioni che nascono dalle letture di vario genere, dalle “passeggiate” sui social network, dalle notizie sui giornali, dalle pagine dei libri. E infatti questo blog si chiama, semplicemente, TITOLI.

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