Titoli

Gloria Ghisi

L’eredità mancante

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E’ un pensiero che covavo anch’io, nel mio piccolissimo: non lasciare niente a mio figlio, nessuna eredità di soldi, che s’arrangi, che si ingegni, che faccia come abbiamo fatto suo padre e io, che siamo partiti, anzi siamo stati lanciati nel mondo con un calcio in quel posto (sempre economicamente parlando).

Poi leggo l’intervista rilasciata al Mail on Sunday dalla rockstar Sting, 62 anni, che dei 180 milioni di sterline guadagnati nella sua carriera (oltre 225 milioni di euro) non lascerà niente a i suoi figli, tre maschi e tre femmine, non vedranno neanche un penny , perché lui ha ancora tanti progetti da realizzare e loro devono imparare ad arrangiarsi, come ha fatto lui che è nato povero. E allora invece di pensare che condivido, ho pensato che quei ragazzi saranno davvero arrabbiati con lui, che  è stato davvero fortunato e non tutti capita di incrociare la fortuna nel proprio destino.

Dunque, non sono pronta a diseredare mio figlio. E d’altra parte chi lo è davvero? Chi lascerebbe i propri figli senta un soldo per realizzare i propri sogni? E’ davvero un’impresa difficile, è un po’ come negare anche a se stessi una prospettiva di futuro migliore…nde ‘spendere tutto’ in tanti progetti che vuole realizzare. Spetterà a loro, come ha fatto lui nato povero, rimboccarsi le mani e darsi da fare. ‘Debbono lavorare. Tutti i miei figli lo sanno e raramente mi chiedono qualcosa, e questo è qualcosa che apprezzo e rispetto veramente’, ha spiegato il cantantende ‘spendere tutto’ in tanti progetti che vuole realizzare. Spetterà a loro, come ha fatto lui nato povero, rimboccarsi le mani e darsi da fare. ‘Debbono lavorare. Tutti i miei figli lo sanno e raramente mi chiedono qualcosa, e questo è qualcosa che apprezzo e rispetto veramente’, ha spiegato il cantante, dopo aver ottenuto il via libera della moglie Trudie.

Glora Ghisi

23 maggio 2014
 
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Gloria Ghisi

Sono nata nel 1955, a Milano. Ho fatto per tutta la vita la giornalista, dagli inizi in una radio milanese dove mi occupavo di redigere notizie per i radiogiornale, fino alle pagine degli appuntamenti culturali di Io donna, il femminile del Corriere della Sera. Nel frattempo passata da tante testate, da tre case editrici, ho messo insieme un’esperienza varia. Esperienza che mi auguro di non far appassire e di comunicare alle nuove generazioni, alle persone giovaniche frequentano il mio laboratorio di Tecniche di giornalismo femminile, all’Università Cattolica di Milano. Qui vorrei condividere invece le riflessioni che nascono dalle letture di vario genere, dalle “passeggiate” sui social network, dalle notizie sui giornali, dalle pagine dei libri. E infatti questo blog si chiama, semplicemente, TITOLI.

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