Titoli

Gloria Ghisi

La trama esagerata

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L’uomo è giovane, biondo, taciturno. Ha gli occhi chiari. Che divorano quella ragazzina ancora acerba, ma che per lui ha un sapore proibito, gli accende i pensieri, gli sembra  irresistibile. Ma la ragazzina ha paura di lui, si sente come si dev’essere sentita Cappuccetto Rosso con il Lupo. Lo dice, un po’ imbarazzata al fratello, sono i primi occhi di uomo che si posano su di lei, e non le piacciono.

Una sera esce dalla palestra. E’ vicina a casa, ma non ci tornerà mai più.  Quello che è successo lo si scoprirà mesi dopo in un campo: violentata, ferita, abbandonata, morta di freddo, di fame, sola. Sui suoi abiti una traccia di Dna.

E’ qui che tutto si complica, perché quella traccia porta a un uomo morto prima della scomparsa della bambina, e allora non può che essere di un suo figlio. Ma i figli non corrispondono, dev’essere qualcuno che ha il suo stesso sangue e forse nemmeno sa di averlo. Così l’assassino di sente protetto, nel suo anonimato e la madre spera che non sia lui il figlio che ha messo al mondo e non sa se è figlio dell’uomo morto o del marito. Ha sempre sperato che fosse del marito, alla fine si è convinta che sia così, soprattutto ha convinto il marito di questa presunta verità. Ma gli investigatori tenaci non si danno per vinti e arrivano a suo figlio. E così i drammi si moltiplicano, l’onore e gli affetti  traditi, il mostro in famiglia, e tutto diventa uno psicodramma che esonda , che scuote un paese, un’intera nazione…

La fine non è ancora nota, ma la leggeremo tutti sui giornali, l’ascolteremo ai telegiornali. 

Se mi fosse capitato fra le mani un giallo con la trama del caso di Brembate, avrei detto che l’autore aveva fin troppa fantasia. Una trama così l’avrei giudicata talmente ‘tirata’ da rimanerne probabilmente delusa. Ha dell’incredibile, eppure è accaduto. Mah.

Gloria Ghisi

20 giugno 2014
 
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Gloria Ghisi

Sono nata nel 1955, a Milano. Ho fatto per tutta la vita la giornalista, dagli inizi in una radio milanese dove mi occupavo di redigere notizie per i radiogiornale, fino alle pagine degli appuntamenti culturali di Io donna, il femminile del Corriere della Sera. Nel frattempo passata da tante testate, da tre case editrici, ho messo insieme un’esperienza varia. Esperienza che mi auguro di non far appassire e di comunicare alle nuove generazioni, alle persone giovaniche frequentano il mio laboratorio di Tecniche di giornalismo femminile, all’Università Cattolica di Milano. Qui vorrei condividere invece le riflessioni che nascono dalle letture di vario genere, dalle “passeggiate” sui social network, dalle notizie sui giornali, dalle pagine dei libri. E infatti questo blog si chiama, semplicemente, TITOLI.

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