Titoli

Gloria Ghisi

I figli scambiati in grembo

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La storia degli embrioni scambiati all’ospedale Pertini di Roma è di quelle che arrivano al mio stomaco come un cazzotto. L’avevo  lasciata lì a decantare, come si fa quando un concetto richiede una lunga elaborazione e non trova una soluzione interiore. Insomma in breve:  due coppie decidono di  procreare con l’inseminazione artificiale, si rivolgono all’ospedale e qui gli embrioni vengono impiantati nell’utero sbagliato. Ora stanno per nascere due bambini, un maschio e una femmina, da genitori che non sono – tecnicamente – biologici, ma surrogati. E i genitori biologici rivendicano con sordo rancore il diritto a essere la ‘vera’ famiglia di quelle creature, anche se la legge non prevede per loro questo diritto: i figli sono di chi li mette al mondo.

Che garbuglio. Salomone  avrebbe fatto in fretta: sono gemelli? Bene, uno per uno, e non se ne parli più!

Ma i problemi scatenati dal caso sono infiniti: etici, legislativi, emotivi e chi più ne ha più ne metta.  Per esempio, la madre che li porta in grembo avrebbe anche potuto perderle , le due creature. Quei bambini avrebbero anche potuto non ‘attecchire’, lì…  Invece la magia della vita è scattata e lei l’ha portata- con amore, di sicuro –  fino al momento in cui la nascita li porterà via da lei. E’ giusto che l’altra coppia, di cui i bambini avranno il DNA, voglia appropriarsene? Basta un’appartenenza di sangue a dare un destino? Che conti dovranno mai fare questi bambini, col loro incredibile caso, vada come vada la vicenda giudiziaria che si è innescata? Perché le due coppie hanno deciso di farsi la guerra e non di parlarsi, di vedere se assieme era possibile pensare a questi due bambini dalla strava vicenda biologica e aiutarli a crescere il più serenamente possibile? Perché di figli desiderati, da entrambe le famiglie, si tratta.

Ma a me viene  spontanea una domanda, e forse può sembrare stupida: era davvero necessario tutto questo traffico di ovuli e  sperma, congelatori e impianti, ospedali e pratiche burocratiche, avvocati e  leggi da inventare, quando sulla faccia della Terra tante creature hanno bisogno di una famiglia, di chi voglia loro bene, dia loro un futuro, cibo, carezze, istruzione, valori veri ?

C’era bisogno della scienza, o sarebbe bastato un gesto d’amore a non ingenerare tanto devastante conflitto per  chi è coinvolto nella vicenda e non solo?

Gloria Ghisi

30 luglio 2014

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Gloria Ghisi

Sono nata nel 1955, a Milano. Ho fatto per tutta la vita la giornalista, dagli inizi in una radio milanese dove mi occupavo di redigere notizie per i radiogiornale, fino alle pagine degli appuntamenti culturali di Io donna, il femminile del Corriere della Sera. Nel frattempo passata da tante testate, da tre case editrici, ho messo insieme un’esperienza varia. Esperienza che mi auguro di non far appassire e di comunicare alle nuove generazioni, alle persone giovaniche frequentano il mio laboratorio di Tecniche di giornalismo femminile, all’Università Cattolica di Milano. Qui vorrei condividere invece le riflessioni che nascono dalle letture di vario genere, dalle “passeggiate” sui social network, dalle notizie sui giornali, dalle pagine dei libri. E infatti questo blog si chiama, semplicemente, TITOLI.

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