Titoli

Gloria Ghisi

Giorgio Faletti e l’empatia

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Mi ha molto colpito, su Facebook, il dilagare di post in memoria di Giorgio Faletti, da parte di colleghi e altri operatori del mondi dell’informazione che hanno avuto il privilegio di conoscerlo, come è accaduto a me.  Non appena ho saputo che ci aveva lasciati non ho potuto fare altro che sfogare il mio ricordo, che era bello. Era un viaggio in auto con lui da Milano ad Asti, con un fotografo. Dovevamo fotografarlo nella sua città e io dovevo farmi raccontare da lui come nascevano i suoi personaggi comici. E così ci aveva invitati a casa sua, un piccolo appartamento grande semplicità unita a un grande senso dell’accoglienza. Un incontro che mi aveva toccata, perché  era una realtà che sentivo assolutamente simile alla mia. Impossibile non sentirsi in sintonia. La collega Marina Terragni ha fatto lo stesso.  Sulla sua bacheca ha scritto:

 «Il mio personale ricordo di #Faletti: New York, Broadway, un freddo assurdo, io con il mio passo nevrotico, di corsa, lui che arranca al mio fianco. E poi mi chiede:’Marina, ma si vince qualcosa?’ ».

E, ancora, il mitico fotografo si Sorrisi e Canzoni, Egizio Fabbrici, con questo commovente racconto:  «Di lui ho un ricordo preciso. Anni fa, era il 68/69… mi trovavo sulle colline del Astigiano insieme a Piero Cotto un cantante che aveva vinto ‘ Un Disco per l’Estate’ , per un servizio fotografico….insieme a lui un gruppo di giovani ragazzi suoi fan  .finite le foto,tutti al ristorante a festeggiare….mi si avvicina timidamente uno dei ragazzi, avrà avuto 17/18 anni….mi chiede su quale giornale avrebbe visto le foto,glielo dico, e poi sempre timidamente,quasi sussurrando mi dice….’ un giorno quando anch’io sarò celebre.. lei verrà a fotografare pure me’….sorridendo e pensando alle tante illusioni che si fanno molti ragazzi di provincia…gli feci gli auguri di diventare molto famoso… Tanti anni dopo, ero seduto su di una panchina dietro le quinte di ‘ Drive In’ popolare trasmissione TV….in attesa di fare le foto… seduti vicino a me c’erano….Giorgio Faletti,vestito da guardia giurata, faceva il personaggio di Vito Catozzo….Teo Teocoli e Massimo Boldi… ad un certo punto Faletti mi guarda e mi chiede come mi chiamo…se lavoravo per il settimanale….mi dice il nome….rispondo di si….e mi dice pure che si ricordava di me….meravigliato gli chiedo come mai…e lui, perché anni fa, mi dice, tu sei venuto ad Asti a fotografare un cantante ..Piero Cotto….e siamo andati in collina….e hai fatto le foto in quel posto li…poi siamo andati in quell’altro posto la….e infine siamo andati in un ristorante a festeggiare….ero basito guardavo Faletti…e non riuscivo a capire, perché era tutto giusto quello che mi diceva…..e colpo finale mi chiede se ricordavo quel ragazzo che mi aveva detto che …’ Un giorno… quando sarò celebre..lei verrà a fotografare anche me ‘ ..quel ragazzo ero io !!!!!! Caro Giorgio..celebre lo sei diventato davvero….e io tante volte ti ho fotografato ….anche quando ti hanno ‘derubato’ la vittoria a S. Remo.. e ridendo, amaramente, dicesti ‘Minchia Signor Tenente….mi hanno fregato ‘….ma ti sei rifatto diventando un Grande Scrittore di successo il tuo libro a fatto il giro del mondo….  Ciao Giorgio…. è stato bello conoscere un….ragazzo che sognava di diventare celebre».

Ci siamo sentiti in dovere di fare tutti una piccola testimonianza della sua umanità. E questo era l’uomo: umano, ironico, pungente, ma senza mai cattiveria, con un immenso senso della misura che solo le persone davvero intelligenti e sensibili sanno avere, senza bisogno di doversi mai scusare per quello che passa per la loro testa. E l’empatia per la sua scomparsa vedo che è dilagata, anche chi non l’ha mai conosciuto si è emozionato, commosso, spiaciuto. C’è un grande cordoglio anche sui siti dei principali quotidiani. Un grande non se ne va mai da solo. Anzi, non se ne va mai.

Gloria Ghisi

7 luglio 2014

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Gloria Ghisi

Sono nata nel 1955, a Milano. Ho fatto per tutta la vita la giornalista, dagli inizi in una radio milanese dove mi occupavo di redigere notizie per i radiogiornale, fino alle pagine degli appuntamenti culturali di Io donna, il femminile del Corriere della Sera. Nel frattempo passata da tante testate, da tre case editrici, ho messo insieme un’esperienza varia. Esperienza che mi auguro di non far appassire e di comunicare alle nuove generazioni, alle persone giovaniche frequentano il mio laboratorio di Tecniche di giornalismo femminile, all’Università Cattolica di Milano. Qui vorrei condividere invece le riflessioni che nascono dalle letture di vario genere, dalle “passeggiate” sui social network, dalle notizie sui giornali, dalle pagine dei libri. E infatti questo blog si chiama, semplicemente, TITOLI.

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