Titoli

Gloria Ghisi

Basta con le bimbe vestite da veline

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‘Basta con le bimbe vestite da veline!’, ha scritto sulla sua bacheca di Facebook una mia amica, ma di quelle ‘reali’, Laura Solonia, madre indignata di un bambino, un maschio,  che va alle elementari. E, più nello specifico, elenca: ‘No alle scarpe con il tacco, il bikini con reggiseno e slip brasiliano, le mini attillate con gli stivali/top/coda di cavallo… Ho appena incrociato una bimba di circa 4 anni con minigonna e stivale, coda fino al sedere, borsetta e TRUCCO che si muoveva meglio di Elisabetta Canalis e seminava sguardi maliziosi. Desolante. Quest’estate in spiaggia si vedevano le bimbe con il costume uguale alla madre, reggiseno con rouches e ricami. Mancava solo  l’imbottitura…’.

Ci pensavo da tempo, a questa deriva modaiola per  bambine in tenerissima età. Era con un senso di fastidio che nelle redazioni dei giornali di moda si pubblicavano le foto della piccola Suri Cruise, figlia di Tom e Katie Holmes, con tanto di scarpe con il tacco e  il rossetto sulle labbra… Dava un senso di fastidio solo a vederla, quella bambina combinata dai genitori come se fosse sempre Carnevale, tanto che si leggeva sui siti di moda, come Stylosophy: ‘ Suri Cruise scandalizza di nuovo il web con il suo look. Questa volta è un rossetto rosso messo sulle sue labbra di bambina di appena 5 anni a creare il nuovo caso, che punta il dito contro i genitori, gli attori Katie Holmes e Tom Cruise, che mandano in giro la figlia come se fosse una ragazzina. Quando è solo una bambina. Ogni tanto ci tocca parlare di questa povera bambina alla quale forse stanno rubando l’infanzia. Non fatevi ingannare dalla bambola che tiene in mano e dalla borsetta della Sirenetta, le uniche cose che ci fanno capire che è una bambina. Perché il suo guardaroba è quello di un’adulta’.

Pareva però, che madri e padri italiani non aspettassero che quel brutto esempio.  Lamenta infatti  un’altra madre reduce dalle vacanze al mare: ‘ C’erano bambine di tre anni che sfoggiavano manicure professionali, con lo smalto su mani e piedi, ma non lo smalto rosso, un po’ ingenuo e smangiucchiato che mettevano a noi qualche volta solo per 10 minuti, per farci giocare alle signore. Smalto vero, manicure vero’.

A questo punto su Facebook  il dibattito si accende: ‘In un’era dove i pedofili sperano di essere legittimati è uno scandalo. D’altra parte, basta vedere cosa è successo ai Parioli. Le ‘peggio’ malate sono le madri’. E via rincarando:’ Comunque madri senza testa non sono un fenomeno di oggi: non dimentichiamoci  Bellissima. D’altra parte è statisticamente dimostrato che gli idioti sono infinitamente di più degli intelligenti, altrimenti addio piramide sociale’, ‘ Non diamo le bambine in pasto ai lupi… Non lo abbiamo ancora imparato?’.

Meno male, ho pensato legge do queste proteste che nascono dal buon senso, dal senso di protezione istintivo che si  prova – o si dovrebbe provare -nei confronti di chi abbiamo il dovere di crescere al meglio.  Così raccolgo la proposta di Laura: ‘ Lanciamo un hashtag, questo o un altro: #nonvestitelebimbedadonna‘.

Mi pare un’ottima idea,  che raccolgo e rilancio. Forza. D’altra parte pare che perfino Katie Holmes si sia ravveduta, almeno a leggere le ultime notizie che la riguardano: ‘Dopo la separazione da Tom Cruise, mamma Katie pare intenzionata a riportare alla normalità la sua unica figlia, della quale ha ottenuto l’affido principale, e il primo passo è bloccare il flusso continuo di abiti destinato alla bambina.

Da quando lei e la figlia vivono a New York, Katie ha cominciato a mandare indietro tutti i regali e gli abiti in prestito che arrivano continuamente dagli stilisti. Non solo: ha fornito chiare istruzioni affinché il nome di Suri venga rimosso da ogni mailing list per gli omaggi, a NY come a Los Angeles. Sta facendo di tutto perché non le venga mandato nulla che faccia di lei una diva in miniatura. Così ora una fonte vicina alla famiglia ha raccontato a Marie Claire Uk che di quel guardaroba dal valore di 3 milioni di dollari non rimarrà più molto. ‘Molti di quei vestiti sono stati acquistati da Tom, e Katie non vuole più essere accondiscendente verso questi vizi’.

Speriamo che anche stavolta La cosa faccia tendenza. Speriamo di vedere in giro di nuovo  tante meravigliose bambine con i codini, le scarpe basse,  e un bel sorriso spontaneo, senza rossetto.

Gloria Ghisi

7 settembre 2014

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Gloria Ghisi

Sono nata nel 1955, a Milano. Ho fatto per tutta la vita la giornalista, dagli inizi in una radio milanese dove mi occupavo di redigere notizie per i radiogiornale, fino alle pagine degli appuntamenti culturali di Io donna, il femminile del Corriere della Sera. Nel frattempo passata da tante testate, da tre case editrici, ho messo insieme un’esperienza varia. Esperienza che mi auguro di non far appassire e di comunicare alle nuove generazioni, alle persone giovaniche frequentano il mio laboratorio di Tecniche di giornalismo femminile, all’Università Cattolica di Milano. Qui vorrei condividere invece le riflessioni che nascono dalle letture di vario genere, dalle “passeggiate” sui social network, dalle notizie sui giornali, dalle pagine dei libri. E infatti questo blog si chiama, semplicemente, TITOLI.

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